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La qualità dell'aria interna rappresenta oggi un importante requisito prestazionale a cui l'Europa, con il nuovo Regolamento UE 305/2011, ha cominciato attivamente a dedicare molta attenzione. La suddetta norma, ovvero il CPR (Construction Products Regulation), enuncia nell'allegato I, comma 3 (igiene, salute e ambiente):

Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo da non rappresentare, durante il loro intero ciclo di vita, una minaccia per l'igiene o la salute e la sicurezza dei lavoratori, degli occupanti o dei vicini e da non esercitare un impatto eccessivo, per tutto il loro ciclo di vita, sulla qualità dell'ambiente o sul clima, durante la loro costruzione, uso e demolizione, in particolare a causa di uno dei seguenti eventi:

  • sviluppo di gas tossici;
  • emissione di sostanze pericolose, composti organici volatili (VOC), gas a effetto serra o particolato pericoloso nell'aria interna o esterna;
  • emissioni di radiazioni pericolose;
  • dispersione di sostanze pericolose nelle falde acquifere, nelle acque marine, nelle acque di superficie o nel suolo;
  • dispersione di sostanze pericolose o di sostanze aventi un impatto negativo sull'acqua potabile;
  • scarico scorretto di acque reflue, emissione di gas di combustione o scorretta eliminazione di rifiuti solidi o liquidi;
  • umidità in parti o sulle superfici delle opere di costruzione.

Le caratteristiche prestazionali descritte nei primi due punti dell'elenco rappresentano la svolta politica comunitaria nei confronti della problematica legata all'inquinamento indoor; tali novità hanno innescato una serie di processi nazionali di recepimento tecnico e adeguamento scientifico che, in affiancamento alle normative già presenti, formano il corpus legislativo europeo dedicato alla qualità dell'aria indoor. La raccolta delle norme comunitarie utilizzabili per il soddisfacimento degli standard qualitativi richiesti dall'appena citato CPR può essere suddivisa in tre filoni principali:

PRIMO FILONE: si basa sul principio di classificare e regolamentare le sostanze chimiche prodotte e/o commercializzate in Europa attraverso il recepimento del sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche (GHS). Tale recepimento è avvenuto con l'emanazione del Regolamento CE 1272/2008 (CLP) che ha introdotto nuovi pittogrammi di pericolo per la classificazione delle sostanze e modificato il Regolamento CE 1907/2006 (REACH), altro strumento nato per garantire la circolazione di prodotti chimici regolati nel loro contenuto da limiti di concentrazione.

SECONDO FILONE: si concentra sul contenuto massimo di composti volatili che possono essere presenti all'interno di tinte e/o vernici. È costituito dalla Direttiva CE 42/2004 che determina obbligatoriamente il limite di TVOC (Total Volatile Organic Compound) per alcune pitture e dalla Decisione UE 312/2014 che stabilisce i criteri per l'assegnazione su base volontaria del marchio ECOLABEL.

TERZO FILONE: si concentra sulle sostanze chimiche che un prodotto da costruzione può emettere in fase di esercizio. Rappresenta l'espressione diretta del CPR e si sviluppa attraverso vari strumenti nazionali tra cui possono essere citati:

  • il decreto francese sulle emissioni di VOC e formaldeide (2011-321);
  • il marchio "Ü" del Deutsche Institut für Bautechnik riguardante le emissioni di VOC nei materiali che vengono commercializzati in Germania;
  • il sistema "RTS-M1" finlandese con protocolli d'analisi specifici per alcuni composti.

In Italia il terzo filone normativo viene espresso dal D.M. 10/10/2008 che regolamenta la formaldeide emessa dai pannelli a base di legno e dal D.M. 11/04/2008 che, ancora in fase di definizione per la categoria legata all'edilizia, definisce i requisiti prestazionali legati all'emissività chimica di tutti i prodotti impiegati per le rifiniture interne degli edifici.

 

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