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Museo dell’Automobile, Torino
Museo dell’Automobile, Torino
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Museo dell’Automobile, Torino

“Il nuovo Museo è un patrimonio per il territorio e per il panorama culturale italiano. L’equilibrio dato al complesso architettonico tra le parti esistenti della struttura originaria e le parti nuove rende il progetto del nuovo Museo dell’Automobile innovativo ed organico. La vettura diventa un oggetto straordinario in uno scenario suggestivo ‘ricreato’ dall’immaginazione di chi lo possiede: le auto della collezione vengono ‘messe in scena’ e raccontano i grandi avvenimenti culturali e sociali del periodo. A ciò si aggiungono una scenografia sonora ed una serie di effetti speciali che rendono l’esposizione emozionale e interattiva.”
 Giuseppe Alberto Zunino, Presidente del Museo dell’Automobile

In occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Il Museo Nazionale dell’Automobile riapre finalmente al pubblico dopo quattro anni di lavori finalizzati ad una radicale e grandiosa trasformazione dell’edificio e del percorso espositivo.
La struttura cambia radicalmente volto, ma soprattutto modifica la sua natura e la sua mission: non una semplice ristrutturazione architettonica, ma un intervento che mira a posizionare in modo dinamico e sensazionale la nuova realtà museale all’interno del panorama culturale italiano.
Il Museo, contemporaneo ed avveniristico, è stato progettato dall’Architetto Cino Zucchi, mentre l’innovativo spazio espositivo è firmato dallo scenografo François Corvino, che a Torino ha già allestito gli spazi del Museo del Cinema.
L’esposizione permanente vanta una delle collezioni più rare ed interessanti nel suo genere con quasi 200 vetture originali di 80 diverse marche e racconta nei suoi 19.000 mq di spazio espositivo la storia dell’automobile – ma anche quella più generale di una cultura e di una società – attraverso un percorso unico al mondo per linguaggio e patrimonio.

“Il nostro obiettivo – spiega Rodolfo Gaffino Rossi, direttore del Museo – è stato fin dall’inizio quello di non fare una struttura per soli specialisti, ma di rivolgersi ad un pubblico più ampio possibile. Volevamo togliere al Museo l’etichetta di garage polveroso e trasmettere ai visitatori le conoscenze che possediamo attraverso un allestimento specifico, capace di dare un nuovo senso alla splendida collezione che possediamo, moltiplicandone i significati e inserendola all’interno dei vari contesti della storia del Novecento.”

L’intervento

Il progetto architettonico di Cino Zucchi costituisce una perfetta sintesi tra la valorizzazione dell’edificio preesistente di Amedeo Albertini e le necessità spaziali e comunicative di un museo contemporaneo, vivo ed aperto alla città a tutte le ore del giorno.
L’intervento di François Corvino rivoluziona i percorsi e lo spazio di allestimento con l’obiettivo di superare la semplice esposizione di automobili, raccontando la sua “leggenda” legata ai vari periodi storici: una storia nella quale avvenimenti reali si mescolano a personaggi e situazioni nate dall’immaginazione dello scenografo.
La realizzazione delle particolari soluzioni tecniche e architettoniche volute dai progettisti è stata possibile anche grazie all’efficacia e all’innovazione dei sistemi a secco Gyproc appositamente studiati per gli interventi museali, alla capacità e all’esperienza pluriennale nella posa in opera delle ditte applicatrici – Vinilux srl per la parte legata alla ristrutturazione dell’edificio e Ampa snc per la parte prettamente di allestimento – e al costante supporto commerciale e di promozione dei tecnici Gyproc che operano nell’area del capoluogo piemontese.
In particolare nel rinnovato Museo dell’Automobile la versatilità delle soluzioni a secco Gyproc si sposa perfettamente con il dinamismo e la tecnologia delle scenografie e degli apparati allestitivi, incentrati su effetti speciali, postazioni interattive e moderni sistemi di illuminazione.
Tutte le pareti espositive – autoportanti e ancorate solo a pavimento – sono realizzate con doppia struttura metallica e lastre in gesso fibrato RIGIDUR H 13, in grado di assicurare minimi ingombri e massima resistenza meccanica, anche in presenza di carichi pesanti. All’interno di questi setti un’ampia intercapedine, oltre a consentire l’alloggiamento dei vari apparati elettronici ed impiantistici, diventa un vero e proprio corridoio d’ispezione per effettuare comodamente l’ordinaria manutenzione.
Gyproc ha inoltre fornito le idonee risposte alle esigenze di compartimentazione al fuoco dei diversi ambienti: le lastre LISAFLAM sono usate per speciali controsoffitti a membrana, mentre le lastre FIRELINE costituiscono i tramezzi antincendio che assicurano la protezione REI 120 richiesta dalle vigenti normative.
Una delle opere più significative dell’intervento è stata la chiusura della corte esistente e la sua trasformazione in un luogo per eventi e manifestazioni temporanee, “abbracciato” da un’organica e sinuosa pelle in alluminio forato.
La copertura trasparente del nuovo spazio è ritmata da una serie di lamelle frangisole triangolari costituite da un reticolo portante in acciaio; su quest’ultimo sono state ancorate le strutture metalliche che fanno da supporto alle spettacolari lastre RIGITONE 8/18 in grado di garantire elevati livelli di assorbimento acustico e grande resa architettonica.

  “ Il fenomeno ‘automobile’ appare come una delle espressioni più significative della nostra civiltà. L’auto è cultura, e ciò nel vero senso antropologico del termine. Più che esporre semplicemente le sue automobili, il Museo vuole raccontare al visitatore la ‘leggenda’ dell’automobile: una storia nella quale personaggi e situazioni reali si mescolano a personaggi e situazioni nate dall’immaginazione dello scenografo. Tale intreccio di realtà e finzione ha il compito di far riflettere su temi e problemi contrastanti legati all’uso dell’automobile, come la passione e i suoi eccessi, il fascino ed i pericoli, gli effetti nocivi sull’ambiente e le virtualità positive della mobilità, il connubio fra arte e tecnica ”
      François Corvino, autore del progetto di allestimento

  “  Tre sono i concetti che fondano il restauro e l’ampliamento del Museo: l’apertura del piano terra alle viste sulle colline e sul Po, creando un nuovo spazio pubblico protetto dallo spalto verde e ben connesso con la città; la copertura della corte esistente e la sua trasformazione in un luogo per eventi abbracciato da una sinuosa pelle in alluminio forato; l’unione tra parti nuove ed edificio esistente attraverso un nastro di vetro serigrafato che segue l’andamento dei volumi trasformandoli in una grande ‘quinta urbana’, interpretazione contemporanea dei prospetti continui delle strade del centro.
Crediamo che il progetto di riforma abbia trovato una sintesi felice tra la valorizzazione dell’edificio di Amedeo Albertini e le necessità spaziali e comunicative di un museo contemporaneo, vivo ed aperto alla città a tutte le ore del giorno. La continuità tra spazi interni ed esterni crea viste inattese, facendo dialogare tra loro la maglia urbana a ovest, la visione veloce dalla parkway di Corso Unità d’Italia e il paesaggio delle colline. ”
Cino Zucchi, autore del progetto architettonico

Rigidur H
Lastra di tipo speciale in gesso fibrato, a base di gesso, fibre di cellulosa
ed additivi minerali. Ideale per la realizzazione di pareti divisorie con elevata resistenza agli urti, intonaci a secco, contropareti su struttura
e controsoffitti di coperture a falda.
Prodotto ecologico secondo certificato IBR Institut für Baubiologie Rosenheim.
Le lastre Rigidur H possono essere utilizzate per realizzare pareti divisorie, contropareti e controsoffitti. Trovano ideale campo di applicazione ovunque siano richieste importanti prestazioni di resistenza meccanica, resistenza ai carichi e di isolamento acustico.

Progetto architettonico: Cino Zucchi Architetti, Milano
Progetto dell’allestimento: François Corvino
Impresa esecutrice delle opere edili: Arcas SpA, Torino
Impresa esecutrice dell’allestimento: Bodino SpA, Torino
Applicatori dei sistemi a secco Gyproc: Vinilux srl, Torino – Ampa snc di F.lli Petta, Torino

Gyproc Saint-Gobain per il Museo dell’Automobile:
RIGIDUR Lastra di tipo speciale in gesso fibrato, a base di gesso, fibre di cellulosa ed additivi minerali.
FIRELINE Lastra di tipo F con incrementata coesione del nucleo ad alta temperatura.
LISAFLAM  Lastra di tipo F con incrementata coesione del nucleo ad alta temperatura, additivata con fibre di vetro e vermiculite, rivestita su entrambe le facce con carta a bassissimo potere calorifico superiore.
Rigitone Gamma di controsoffitti in lastre a foratura continua con decori estetici. Oltre ad essere estremamente resistenti agli urti, offrono elevatissimi livelli di assorbimento acustico.